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Fake News – Coronavirus

fake-news_561811504Vorrei scrivere qui un ragionamento molto semplice e grossolano che ho fatto nei giorni scorsi, per dimostrare la disinformazione sul Coronavirus in Italia.
(e stupisce che i media facciano finta di non capire)

Il primo contagiato nel nord Italia è stato un uomo di 38 anni il 21 Gennaio a Codogno.

Dopodiché in Algeria, il 17 Febbraio, è stato trovato un contagiato proveniente dal nord Italia.

Poi il 24 febbraio, un altro contagiato a Madrid, proveniente sempre dal nord Italia.

*Il nord Italia ha 27.749.321 abitanti.*

Questo vuol dire che il contagiato a Madrid, per esempio, è 1 dei 27 milioni di abitanti del nord Italia, quindi c’è 1 possibilità su 27 milioni che un abitante del nord Italia infetto sia andato a Madrid.
Dato che questa è una possibilità remota statisticamente, vuol dire che i contagiati nel nord Italia sono milioni, non 7 o 19 o 67.

E’ molto semplice.

Secondo voi è possibile che Madrid e Algeria siano state così sfigate da farsi contagiare da 2 su 27 milioni?

La risposta è no, quindi le informazioni ed i numeri che danno alla tv sono tutte bugie gigantesche.
Quindi, il fatto è che ci sono in Italia milioni di contagiati che non sanno manco di esserlo o di esserlo stati, perché questo virus è una semplice influenza.
(i conti sono fatti in modo grossolano, solamente per far capire il ragionamento)


Vincenzo D’Anna, presidente biologi, scrive su Rainews: “Contrarre il Coronavirus è come contrarre un virus influenzale…”

Il presidente dell’ordine nazionale dei biologi, Vincenzo D’Anna: “Contrarre il Coronavirus è come contrarre un virus influenzale. In Europa non ci sono molti contagiati perché molte nazioni il virus non lo cercano”

“Bisognerebbe parlare alla gente in maniera meno catastrofica e più pacatamente. Il panico è peggiore della malattia. La borsa ieri ha bruciato circa quaranta miliardi di euro. È tutto fermo, tutto paralizzato, per un virus che è poco più di un virus influenzale”. Lo ha affermato Vincenzo D’Anna, presidente dell’ordine nazionale dei biologi, ospite ai microfoni del programma radiofonico ‘I Lunatici’  di Radio 2. “Cominciamo a chiamare le cose col proprio nome. Lasciamo stare la Cina. Lasciamo stare le smanie di mettere in quarantena migliaia e migliaia di persone, bisogna mettere in quarantena solo coloro per i quali esista un fondato sospetto di contagio. Ma si tratta sempre del contagio di un virus influenzale. Un virus che ha una mortalità che è ancora più bassa di un virus influenzale”. “Il Coronavirus non è più grave o più mortale di una influenza. I nostri stessi morti, e dispiace sempre quando una persona decede, erano ottuagenari, o persone già malate, di cancro o con malattie croniche di tipo cardio-respiratorio. Avrebbe potuto ucciderle anche un virus influenzale. Questa è la verità. Mi aspetto che gli scienziati comincino a parlare. Molti hanno paura di essere aggrediti, di essere tacciati come superficiali, perché le brutte notizie sono sempre più gradite delle buone notizie”, ha continuato il presidente dell’ordine nazionale dei biologi che ha concluso così: “Mi auguro e spero che questa frenesia finisca, che la gente cominci a rendersi conto che contrarre il Coronavirus è come contrarre un virus influenzale. In Europa non ci sono molti contagiati perché molte nazioni il virus non lo cercano”.

Link alla pagina Rainews


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